Per parlare con cognizione di causa di come si pota correttamente un albero è necessario partire da un principio fondamentale: gli alberi non hanno bisogno di potature o tagli per vivere bene, a lungo e in salute. Le piante odierne sono il frutto di 400 milioni di anni di evoluzione, non necessitano di nessun intervento umano per poter vivere nel migliore dei modi.
Fatta tale dovuta premessa, si può decidere di potare le piante per le seguenti ragioni:
- Per facilitare il raccolto dei frutti, abbassando l’altezza di crescita delle piante
- Per errore di progettazione, quindi nel caso in cui si sia posizionata erroneamente la messa a dimora della pianta rispetto a strutture fisse preesistenti o ad altre piante, senza tenere nella giusta considerazione lo sviluppo dell’albero in età adulta
- Per sicurezza, eliminando le parti della pianta a rischio di cedimento
- Per ragioni meramente estetiche, per dare una particolare forma alla pianta, differente dal portamento che la pianta ha naturalmente
Gli interventi di potatura devono però essere effettuati correttamente, per evitare che la pianta vada in sofferenza, aumentando il rischio di malattie o muoia a causa di un intervento eseguito senza rispettare la fisiologia della pianta su cui si interviene.
Tipi di potatura
Esistono diversi tipi di potatura, ognuno con obiettivi specifici in base alle esigenze della pianta e alle finalità del giardiniere. Ecco i principali tipi di potatura:
-
Potatura di formazione:
- Quando: effettuata su piante giovani.
- Scopo: dare una forma strutturale alla pianta, guidandone la crescita futura.
- Esempio: creare un fusto principale ben definito o una chioma bilanciata.
-
Potatura di mantenimento:
- Quando: periodicamente, durante la vita della pianta.
- Scopo: mantenere la forma, la salute e l’equilibrio della pianta.
- Esempio: rimozione di rami secchi, malati o disordinati.
-
Potatura di ringiovanimento:
- Quando: su piante vecchie o trascurate.
- Scopo: stimolare la crescita di nuovi germogli e ridare vigore alla pianta.
- Esempio: taglio drastico di rami vecchi per favorire la ricrescita.
-
Potatura di produzione (o fruttificazione):
- Quando: su piante da frutto, prima o durante la stagione vegetativa.
- Scopo: migliorare la qualità e la quantità dei frutti.
- Esempio: ridurre il numero di gemme per concentrare le energie della pianta sui frutti rimanenti.
-
Potatura verde:
- Quando: durante la stagione vegetativa, su piante in crescita attiva.
- Scopo: controllare la crescita eccessiva e migliorare la circolazione dell’aria e della luce.
- Esempio: taglio di succhioni o rami troppo vigorosi.
-
Potatura di risanamento:
- Quando: quando la pianta è danneggiata o malata.
- Scopo: rimuovere parti compromesse per prevenire la diffusione di malattie o parassiti.
- Esempio: taglio di rami infetti o spezzati.
-
Potatura di contenimento:
- Quando: quando la pianta cresce troppo in spazi limitati.
- Scopo: controllare le dimensioni della pianta senza comprometterne la salute.
- Esempio: riduzione della chioma in alberi vicini a edifici o linee elettriche.
-
Potatura estetica (topiaria):
- Quando: periodicamente, su piante ornamentali.
- Scopo: creare forme artistiche o decorative.
- Esempio: potatura di siepi in forme geometriche o scultoree.
-
Potatura di trapianto:
- Quando: dopo il trapianto di una pianta.
- Scopo: ridurre lo stress idrico e favorire l’attecchimento.
- Esempio: riduzione della chioma per bilanciare la perdita di radici.
Ogni tipo di potatura richiede tecniche e tempistiche specifiche per garantire il benessere della pianta e raggiungere gli obiettivi desiderati. È importante utilizzare sempre attrezzi affilati e disinfettati per evitare danni o infezioni.
Il taglio a capitozzo: la capitozzatura
Il primo e più comune errore che purtroppo anche molti professionisti del settore fanno è determinato proprio da una mancanza di approfondimento nello studio della fisiologia delle piante: il taglio a capitozzo.
La capitozzatura è un taglio drastico della chioma della pianta, in alcuni casi si arrivano a tagliare anche le branche principali che partono dal tronco. È una potatura da evitare nel modo più assoluto, per diverse ragioni:
- innanzitutto se il motivo dell’intervento è l’abbassamento e la riduzione dell’albero, con la capitozzatura si ottiene l’effetto contrario: difatti proprio lì dove si è tagliato l’albero attiva le cellule meristematiche per riuscire a sopravvivere, ricostruendo velocemente la chioma emettendo diversi getti per nuovi rami. Quindi ad ogni taglio, proprio dove c’era un solo ramo, partono diversi nuovi rami: la maggior parte della massa della chioma viene quindi ricostruita dall’albero sempre più in alto, vanificando, se non per breve periodo, l’obiettivo dell’intervento teso ad abbassare la pianta.
- I tagli a capitozzo espongono la pianta al rischio di malattie: i tagli drastici aprono grandi ferite che la pianta fatica a rimarginare e da cui possono entrare agenti patogeni.
- Dopo la capitozzatura la pianta diventa debole e instabile: i rischi quindi per la sicurezza, soprattutto in ambito urbano, aumentano.
- La capitozzatura è un intervento che distrugge la forma naturale dell’albero, facendo perdere il naturale equilibrio armonico della pianta, la sua naturale bellezza.

La potatura corretta: il taglio di ritorno
Una delle prime operazioni da imparare per potare correttamente una pianta è come si effettua correttamente un taglio di ritorno.
Il taglio di ritorno è un taglio che si pratica sui rami in maniera da rispettare la fisiologia della pianta e permettere una riduzione della chioma mantenendo il più possibile la forma naturale, evitando di comprometterne la salute con tagli eccessivamente grandi. Difatti è consigliabile effettuare il taglio su rami sempre inferiori a 10 cm di diametro. Grazie al taglio di ritorno la linfa che scorre nella pianta può venire direzionata verso le ramificazioni che si vogliono far accrescere, riducendo allo stesso tempo la dimensione della branca su cui si interviene.

È importante sempre selezionare un ramo con diametro non inferiore a 1/3 rispetto al diametro del ramo tagliato, ancor meglio se di dimenzioni paragonabili.
I vantaggi del taglio di ritorno sono molteplici:
- Controllo delle dimensioni: permette di ridurre le dimensioni della pianta senza alterarne la forma naturale, mantenendo un aspetto equilibrato.
- Stimolazione della crescita: favorisce la crescita di nuovi germogli e rami laterali, rendendo la pianta più folta e vigorosa.
- Miglioramento della salute: elimina parti secche, malate o danneggiate, prevenendo la diffusione di malattie e migliorando la circolazione dell’aria e della luce all’interno della chioma.
- Prevenzione di danni: riduce il rischio di rotture dei rami, specialmente in caso di vento forte o carico eccessivo di frutti, grazie a una struttura più compatta e resistente.
- Mantenimento della forma: aiuta a preservare la forma naturale della pianta, evitando che cresca in modo disordinato o invada spazi indesiderati.
- Promozione della fioritura e fruttificazione: stimola la produzione di fiori e frutti, poiché la pianta concentra le sue energie sui rami rimanenti.
- Sicurezza: riduce il rischio di caduta di rami pericolosi, soprattutto in alberi vicini a edifici, strade o aree frequentate.
In sintesi, il taglio di ritorno è una pratica utile per mantenere piante sane, sicure e esteticamente piacevoli, promuovendo al contempo una crescita equilibrata.
La scelta del tempo giusto per potare
Ogni pianta ha una sua specifica fisiologia, quindi scegliere il tempo giusto per potare è fondamentale per addurre la minor sofferenza possibile alla pianta, garantendo così la sua crescita armonica e in salute.
In generale sarebbe opportuno potare le piante subito prima della ripresa vegetativa, quindi a fine inverno, inizio primavera, quando non c’è più il rischio di gelate. La scelta del momento giusto varia comunque a seconda dell’andamento climatico stagionale e della specifica specie su cui si interviene.
I fattori generali pertanto da tenere in considerazione nella scelta del momento in cui effettuare un intervento di potatura sono:
- Clima: evitare giorni piovosi, per non favorire l’insorgenza di malattie fungine. Evitare giorni con temperature inferiori a zero gradi, per evitare danni da gelata.
- Stato vegetativo: la pianta deve essere in dormienza, quindi non nel pieno della sua crescita vegetativa, ma nel momento in cui l’accrescimento è bloccato o fortemente rallentato (inverno per la potatura secca, estate per la potatura verde).
- Specie: conoscere la specifica fisiologia della pianta nelle diverse stagioni consente di intervenire nel momento migliore.
Il periodo di potatura varia altresì in base agli obiettivi della potatura. Nonostante ciò è possibile delineare alcune linee guida generali:
1. Piante decidue (che perdono le foglie in inverno)
- Periodo migliore: Tardo inverno o inizio primavera, prima che inizi la nuova crescita (fine febbraio – marzo).
- Motivo: La pianta è in dormienza, si riduce lo stress e il rischio di malattie. Inoltre, è più facile vedere la struttura dei rami senza foglie.
2. Piante sempreverdi
- Periodo migliore: Fine inverno o inizio primavera, prima della ripresa vegetativa.
- Motivo: Evitare di danneggiare la nuova crescita e favorire una ripresa vigorosa.
3. Piante da fiore
-
Fioritura primaverile: Potare subito dopo la fioritura (es. forsizia, magnolia).
- Motivo: Evitare di tagliare i rami che porteranno fiori l’anno successivo.
-
Fioritura estiva o autunnale: Potare a fine inverno o inizio primavera (es. rose, ortensie).
- Motivo: Stimolare la crescita di nuovi rami che fioriranno nella stessa stagione.
4. Piante da frutto
- Periodo migliore: Tardo inverno, prima della ripresa vegetativa (fine gennaio – marzo).
- Motivo: Favorire una migliore fruttificazione e ridurre il rischio di malattie.
- Eccezioni: Alcuni alberi, come i ciliegi, vanno potati dopo la raccolta dei frutti per evitare infezioni.
5. Potatura verde (estiva)
- Periodo migliore: Durante la stagione vegetativa (primavera – estate).
- Motivo: Controllare la crescita eccessiva, migliorare la circolazione dell’aria e la penetrazione della luce.
6. Potatura di risanamento
- Periodo migliore: Appena si notano danni o malattie, indipendentemente dalla stagione.
- Motivo: Prevenire la diffusione di infezioni o parassiti.
7. Potatura di trapianto
- Periodo migliore: Durante il trapianto, preferibilmente in autunno o primavera.
- Motivo: Ridurre lo stress idrico e favorire l’attecchimento.
Una potatura eseguita nel periodo corretto favorisce una crescita sana e vigorosa, migliorando l’aspetto e la produttività della pianta.
Organica S.r.l. si avvale solo di personale esperto e professionale al fine di poter intervenire garantendo risultati ottimali a breve, medio e lungo termine, nel rispetto della fisiologia delle piante e degli ecosistemi in cui vivono e riducendo i costi di gestione.
Se sei interessato ad avvalerti dei nostri servizi contattaci, sapremo trovare la soluzione più idonea alle tue esigenze.